Un uomo, un collega, un amico

a cura di: Prof. Giuseppe Pittano-Università di Bologna

Non sono mai riuscito a vedere Augusto come preside: per me era ed è sempre stato il prof. e il collega, ma soprattutto l'amico sincero e fraterno.
L'uomo generoso e tollerante sempre disposto ad ascoltare e a capire. Iniziai con lui la mia carriera scolastica, interrotta subito da grani vicende politi che.
E fu nella sua scuola che tornai dopo la bufera a riprendere il mio lavoro.
Era una scuola povera, senza locali, senza servizi, con bidella e segretaria a ore: non c'era quasi nulla.
Eppure la scuola funzionava perché c'era Augusto che era sempre lì, giorno e notte, a sorvegliare, a lavorare, a supplire,
a racimolare uno spillo, una penna, una matita, a correre qua e là, a battere alle porte del Comune e del Provveditorato.
E col suo esempio ci insegnava ad essere pazienti, ad accostarci ai singoli ragazzi, a giustificarne le difficoltà, a coglierne i lati positivi.
Imparai lì, nell'Avviamento di Casola, che educare è molto più difficile e importante che insegnare; imparai che cosa era una scuola vera, una scuola fatta per tutti, ma soprattutto per i poveri e i diseredati.

E devo proprio a quegli anni e al Prof. Augusto La mia formazione didattica di base.