Quando la lavanda è protagonista
Il fiore celebrato nel Ravennate con mille iniziative
a cura di FRANCO GALASSI
Qualche anno fa andando per 1'Alta Langa, mi
accorsi di una coltura mai vista.
Chiesto di cosa si trattasse, dissero trattarsi di lavanda".
L'imprimatur giomalistico nell'"incipit" di un articolo di Luigi Einaudi fu
dato alla piccola infiorescenza violacea, la lavanda appunto, più di cinquant'anni
fa.
Da allora il "Mességué" italiano, come fu definito il professor Augusto Rinaldi
Ceroni, ha dato fama progressivamente nella Valle del Senio, a cavallo dell'Appennino
tosco-romagnolo, nell'entroterra Ravennate, attorno alla cittadina di CasolaValsenio,
un pullulare di iniziative che vanno dal naturalistico all'agrituristico,
al folcloristico, al gastronomico.
La prima donna è lei, la lavanda, che ha fatto di questa zona "un angolo di
Provenza", come è stato definito l'hinterland di CasolaValsenio.
A parte il Giardino delle piante officinali (0546.73158) curato dal Dott.
Sauro Biffi "erede botanico" del professor Rinaldi Ceroni che comprende un
museo e una coltura in campo delle maggiori piante erboristiche, dove campeggia
la lavanda, si sono attrezzati i buoni ristoranti del posto a fare menù con
piante aromatiche, fiori e i cosiddetti "frutti dimenticati del bosco".
Tra essi i ristoranti:
Fava (telefono 0546.73908), E-mail: veolo@racine.ra.it
il ristorante Mozart (telefono 0546.73508),
ancora il ristorante Al Parco (telefono 0546.73806),
il ristorante trattoria Valsenio (telefono 0546.73170)
e infine 1'azienda agrituristica Ca' Nova (telefono 0546.75.177).
Che dire, poi, della gemma di questo microcosmo erboristico, la "strada della
lavanda" che in questa stagione fiorisce e si snoda per ben cinque chilometri
di percorso?
Un'oasi agro-naturalistica da scoprire nei weekend rurali.
Per informazioni, telefonare al numero 0546.75936.